Qual è stato il momento di svolta nel suo percorso?
«Il vero cambiamento è stato passare da chi ripara a chi progetta. Oggi non mi limito a vendere macchine: costruisco ambienti di lavoro. Questo è stato il salto più grande.»
Cosa distingue il vostro modo di lavorare?
«Io sono un tecnico, non un commerciale. Non uso un linguaggio costruito per vendere, lo lascio fare a chi ha questo talento, mentre io parlo in modo diretto, pratico. Cerco di far capire al cliente come funzionerà il suo locale, come lavorerà ogni giorno. Il commerciale, peraltro figura indispensabile, vende la macchina, io cerco di far immaginare tutto il resto».
Che tipo di soluzioni offrite oggi?
«Facciamo di tutto: frigoriferi, celle, abbattitori, ambienti per la maturazione e stagionatura, ecc. Lavoriamo anche su esigenze particolari, come modelli del tutto personalizzati nelle funzioni e nelle dimensioni, ma anche nei materiali e nelle vernici. Dal modello su carta a quello finale, a partire dalle scocche, realizziamo tutto, in base a quello che serve davvero al cliente.
Quanto conta la personalizzazione?
«È tutto. Noi lavoriamo come un sarto: partiamo da dove il cliente vuole arrivare, dal budget, e costruiamo il progetto. Cerchiamo sempre il miglior compromesso possibile, ma senza perdere qualità».
L’innovazione è ancora centrale dopo tanti anni di esperienza?
«Assolutamente sì. Io mi considero uno sperimentatore. Collaboriamo anche con l’Università Politecnica delle Marche per sviluppare nuove soluzioni. Abbiamo anche lavorato su frigoriferi in legno, in chiave green, e su materiali innovativi come la vetroresina: lucida, colorata, resistente, senza ruggine e facile da pulire. Basta cambiare uno stampo e si possono creare forme diverse. Sono cose che provo prima su di me, poi le porto sul mercato».
Com’è strutturata oggi l’azienda?
«Abbiamo circa 10 persone fisse, più una rete di collaboratori: elettricisti, idraulici, falegnami, muratori. Seguiamo tutto internamente: dall’idea iniziale al render 3D, fino all’installazione e al collaudo e ci muoviamo in tutta Italia, anche per grandi realtà come mense aziendali sia pubbliche che private. Facciamo parte di un consorzio con circa 50 associati, che ci permette di garantire assistenza tecnica ovunque per far sì che il cliente non si senta mai abbandonato».
Che rapporto ha con il suo team?
«Per me è fondamentale che tutti sappiano dove stanno andando. Io faccio il planner. Cerco di dare una direzione chiara. Credo molto anche nelle persone, nell’ascolto, nel dare fiducia e anche una seconda possibilità: collaboriamo con comunità e realtà sociali, abbiamo dato opportunità a ragazzi con percorsi difficili. Oggi alcuni di loro sono diventati professionisti bravissimi».
Cosa la motiva ancora oggi?
«Bella domanda, forse me lo chiedi perché in teoria sarei in età da pensionato? (Sorride)... Per fortuna, o sfortuna, non so, non riesco a stare mai fermo! Scherzi a parte, in momenti difficili, come quelli che stiamo vivendo, direi un mix: un po’ di incoscienza, un po’ di determinazione, e forse anche qualcosa di più... chiamiamola provvidenza. Poi c’è la famiglia. È lì che trovo energia, serenità. È quello che mi permette di andare avanti ogni giorno».
A proposito di famiglia...
«Da 50 anni sono sposato con Cesarina: mi ritengo un uomo fortunato, perché non potrei chiedere di più e di meglio dalla vita. Abbiamo due figli, di 45 e 43 anni.
Il primogenito è Alessandro, ingegnere informatico, immerso nel mondo digitale e in Meta. È papà di Leonardo, 12 anni, scatenato batterista, e di Olimpia, 9 anni — per tutti “Olly” — che, come tutte le femmine, ha una marcia in più, un passo diverso, speciale.
Davide, 43 anni, è perito industriale e lavora con me. È un tecnico bravissimo, con una
mentalità da vero imprenditore: attento, concreto e sempre proiettato in avanti.
Ha le capacità per sviluppare nuovi prodotti e sarà il mio continuatore. Ha una mente sempre attiva, piena di idee e di futuro».
E il futuro? Dove vuole arrivare?
«Voglio continuare a innovare, a creare, a sviluppare nuovi prodotti. La testa deve sempre andare avanti. E, se credo in un progetto, faccio di tutto per realizzarlo. Questo non cambierà mai, spero».

Swedlinghaus Inc protagonista a Las Vegas:
passione italiana
all’International Pizza Expo
di Silvia Remoli
Swedlinghaus Inc protagonista a Las Vegas: Nel cuore pulsante di Las Vegas, tra luci abbaglianti e un’energia che non conosce pause, la Swedlinghaus Inc – filiale americana dell’italiana Swedlinghaus Srl – ha portato il meglio della tradizione e dell’innovazione made in Italy all’International Pizza Expo.
Un palcoscenico internazionale dove l’azienda ha saputo distinguersi con tre autentici gioielli tecnologici: il forno per pizza a cupola, la storica affettatrice a Volano e la macchina per pasta fresca. Tre strumenti che, insieme, raccontano una storia fatta di qualità, artigianalità e passione per la gastronomia italiana.
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Un contesto dinamico e ricco di opportunità
La fiera si è confermata un punto di riferimento globale per il settore. Un unico grande padiglione, fortemente orientato al mercato americano, dove il culto del ‘Made in Italy’ resta centrale: dalla pizza alla pasta, fino alle attrezzature professionali.
In questo contesto, Swedlinghaus ha trovato un terreno fertile per confrontarsi con operatori altamente specializzati e un pubblico profondamente interessato.
Networking e nuove prospettive di crescita
La partecipazione si è rivelata estremamente proficua sul piano delle relazioni. Grazie anche alla collaborazione con partner locali, sono nate nuove connessioni strategiche con clienti tra New York e Dallas, oltre a interessanti prospettive di collaborazione con professionisti del settore food. Incontri che aprono scenari concreti di sviluppo, rafforzando la presenza dell’azienda negli Stati Uniti e ampliando la rete commerciale.
Uno stand sotto i riflettori (anche social!)
L’obiettivo, pienamente centrato, della presenza in fiera, era quello di rendere protagonista lo stand Swedlinghaus, che è diventato un vero e proprio punto di attrazione grazie alla presenza continua di influencer e food blogger di primo piano.
Tra questi spicca Vito Iacopelli, noto come il “pizzaiolo dei VIP” di Los Angeles, affiancato da Davide Civitiello, Riccardo Tamburrano, il divertente duo dei Lionfield che hanno “APPROVED!” i piatti di pasta e la pizza cucinati dalle attrezzature Swedlinghaus, e da altri content creator americani con milioni di follower. Tra fumanti margherite sfornate in diretta, video e degustazioni, lo stand si è trasformato in un vero hub esperienziale, capace di attirare costantemente pubblico, curiosità e attenzione mediatica.
Un flusso continuo di energia e creatività che ha amplificato la visibilità del brand ben oltre i confini della fiera.

Un’identità sempre più internazionale
Uno degli elementi chiave emersi durante la manifestazione è stata la percezione estremamente positiva dell’azienda da parte del pubblico americano. Presentarsi come realtà radicata sul territorio statunitense – con base a Miami – ha rappresentato un importante valore aggiunto.
Per i visitatori, questo significa affidabilità, disponibilità immediata dei prodotti e assistenza diretta: aspetti fondamentali in un mercato esigente e competitivo. La presenza di una vera e propria base operativa USA ha attirato attenzione costante, con visitatori curiosi e interessati a comprendere nel dettaglio prestazioni, disponibilità e opportunità di acquisto.
Tecnologia italiana, competitività globale
Se l’italianità è l’imprinting di tradizione e competenza, ora bisogna lavorare costantemente sull’affermazione del marchio di qualità in un contesto così specializzato. E Swedlinghaus si è distinta per un posizionamento particolarmente competitivo, grazie alla sua natura di produttore diretto. Un vantaggio che ha colpito positivamente gli operatori del settore, evidenziando un equilibrio tra eccellenza qualitativa e accessibilità economica, elemento sempre più strategico nei mercati internazionali.
Las Vegas: tra fascino, eccessi e nuove icone
Al di fuori della fiera, Las Vegas si conferma una città unica: spettacolare, intensa, quasi surreale. Un vero “parco giochi per adulti”, fatto di luci, musica e scenografie imponenti. Tra le strutture più iconiche spicca ‘l’Encore at Wynn’, una vera e propria oasi nel deserto completa di campo da golf, simbolo di un lusso scenografico che continua a stupire.
E lo skyline è destinato ad arricchirsi ulteriormente: è infatti in costruzione il nuovo Hard Rock Hotel Las Vegas, un’imponente struttura a forma di chitarra elettrica gigante che promette di diventare una delle prossime icone architettoniche della città.
Un’esperienza affascinante, capace di intrattenere e sorprendere, ma che trova il suo significato più autentico soprattutto nel contesto professionale.
SwedlinghausLab: il nuovo volto dell’Academy che unisce tradizione e innovazione
A Grottazzolina un’identità rinnovata per uno spazio
già affermato, oggi ancora più legato alla qualità Swedlinghaus
di Silvia Remoli
Nel cuore dell’azienda di Grottazzolina, in un’ala interamente dedicata alla formazione e alla sperimentazione, prende vita una nuova identità: la storica academy di cucina si rinnova e diventa SwedlinghausLab. Un rebranding che non è solo un cambio di nome, ma una dichiarazione d’intenti precisa e ambiziosa.
Non si tratta di un nuovo spazio, bensì di un ambiente già consolidato che oggi si presenta con un’identità più forte e definita, profondamente legata alla casa madre, Swedlinghaus Srl. SwedlinghausLab ne rappresenta infatti una naturale estensione, una vera e propria “ala speciale” in cui si riflettono e si esprimono concretamente gli elevati standard qualitativi delle attrezzature progettate, prodotte e commercializzate dall’azienda.
“Lab” racchiude perfettamente l’essenza di questo spazio: una cucina atelier completamente attrezzata, una fucina di idee dove creatività, tecnica e passione si fondono. Qui, ogni preparazione rispecchia i valori fondanti di Swedlinghaus: tradizione, cura del dettaglio, innovazione e ricerca della miglior performance possibile.
Alla guida del nuovo assetto troviamo un volto noto e profondamente apprezzato: Marco Massi, chef ed esperto maestro di corsi di cucina, punto di riferimento per l’intero progetto formativo. Con la precisione di un direttore d’orchestra, Massi coordina le attività dell’Academy, pianificando durante l’anno un calendario ricco e variegato che spazia tra numerose discipline: dalla pasticceria al salato, dalla panificazione ai lievitati, dalle ricette della tradizione alla cucina contemporanea, fino a creazioni moderne, pasta fresca e decorazione.
Il suo approccio didattico è uno degli elementi più apprezzati dai corsisti. Grazie alla sua competenza e alla capacità di relazionarsi con ogni partecipante, riesce a creare un ambiente coinvolgente e professionale. Ogni postazione è organizzata nei minimi dettagli: ingredienti, strumenti e dosatori sono predisposti con cura per consentire a ciascun ospite di lavorare in autonomia, replicando con facilità le ricette anche a casa, arricchite dai preziosi segreti del mestiere.
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Accanto a lui operano altri due nomi di grande richiamo nel panorama formativo gastronomico: Dino Cordari e Samuele Savioli. In perfetta sinergia, propongono corsi sempre aggiornati e molto richiesti, spesso sold out. Il programma include tematiche che spaziano dagli antipasti moderni in monoporzioni ai dolci e alle torte estive, fino alla pizza con- temporanea e a molte altre proposte innovative, in un calendario in continua evoluzione. E non possiamo dimenticare i corsi per bambini: i nostri piccoli aspiranti chef infatti, grazie ad Ilenia Lupi e Giuseppina Tirabassi hanno sempre un posto (anzi, più di uno!) nel calendario dello SwedlinghausLab: l’ultimo appuntamento dedicato loro è stato infatti quello in cui si sono divertiti nella realizzazione dei dolci di Pasqua.

Il rebranding in SwedlinghausLab rappresenta anche un forte legame con l’identità aziendale. L’Academy diventa infatti l’estensione naturale della produzione Swedlinghaus: uno spazio dove le attrezzature professionali – forni, impastatrici, macchine per la pasta fresca, sistemi sottovuoto, tritacarne e molto altro – vengono utilizzate quotidianamente dagli chef durante i corsi.
Questo approccio consente non solo di testare costantemente le performance delle macchine, ma anche di raccogliere feedback diretti sia dai professionisti che dagli appassionati. Un valore aggiunto fondamentale, che dimostra come la qualità finale di una ricetta nasca dall’armonia di più elementi: materie prime eccellenti, tecniche ben trasmesse e attrezzature all’altezza.
SwedlinghausLab si afferma così come un punto di riferimento per chi desidera crescere nel mondo della cucina, offrendo un’esperienza completa dove formazione, sperimentazione e innovazione convivono in un ambiente dinamico e altamente qualificato.
Per prenotazioni ed info: tel. 392 7053389 https://swedlinfactory.it/